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Un quarto dei convocati (7 azzurri) gioca all'estero, in Serie A i convocabili al minimo storico: 30%. E Gattuso potrebbe schierare un'Italia targata Premier
In un campionato che schiera sempre meno azzurrabili (siamo scesi sotto il 30 per cento di italiani schierati in A dopo la seconda giornata, Cagliari e Cremonese le più virtuose con 16 e 14 giocatori di casa nostra impiegati), anche il nuovo ct Gattuso non può che attingere all'estero. Un quarto dei giocatori presenti in questi giorni a Coverciano (7 su 28) per preparare le sfide con Estonia e Israele vengono da campionati stranieri.
Conseguenza logica dell'ultimo mercato che ha visto altre emigrazioni. A parte Raspadori e Retegui, rispettivamente all'Atletico Madrid (46 minuti giocati finora) e all'Al-Qadsiah (2 presenze e altrettanti gol), gli altri - dopo il passaggio di Donnarumma al City - arrivano dalla Premier League: Vicario, Calafiori e Tonali hanno già collezionato 742 minuti in tre, e il "deb" in Nazionale dei grandi Leoni, approdato al Liverpool.






