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Venerdì previste le convocazioni di Gattuso. Ma nella prima giornata schierato solo il 30% di italiani. Dove vogliamo andare?

Poco più di due mesi per "studiare" il gruppo azzurro chiamato alla lunga rincorsa verso il Mondiale. E tra due giorni la prima lista della sua Italia. Ventisei, forse ventotto i convocati di Rino Gattuso per Estonia ed Israele (5 e 8 settembre), ostacoli che ritroveremo anche a ottobre, a fronte di un serbatoio di calciatori sempre più ristretto. Il nuovo ct, chiamato il 15 giugno scorso in soccorso di una Nazionale separatasi da Spalletti dopo il ko in Norvegia, ha trascorso l'estate visitando i ritiri delle squadre di A, incontrando i colleghi dei club e parlando con i giocatori oltre che guardando tante partite. E andando all'estero a visionare alcuni azzurrabili emigrati in altri tornei. Sul taccuino di Gattuso una sessantina di nomi - un quarto dei quali giocano fuori dai confini italici - tra volti noti e baby scalpitanti. Il ct chiederà a tutti attaccamento e passione, chi non darà tutto a Coverciano sarà fuori. Il campionato appena iniziato regala però le solite cifre al ribasso: sempre meno italiani in campo, nella prima giornata su 220 titolari appena 77 erano giocatori di casa nostra (Milan, Udinese e Verona ne avevano solo uno) e tra questi il portiere oriundo italo-indonesiano Audero della Cremonese, squadra virtuosa insieme al Cagliari con 8. In pratica il 35 per cento contro il quasi 36 del debutto del torneo 24-25. Una percentuale che scende al 30,89 (un anno fa era il 34,95) se allarghiamo il conteggio anche a chi è subentrato a gara in corso: 97 gli italiani in campo su 314 giocatori impiegati dai 20 club di A (ad agosto 2024 108 su 309). Inoltre, altri 73 (di cui però 28 sono portieri) sono rimasti a guardare in panchina. In totale dunque i 20 club di A hanno convocato per le partite d'esordio 473 calciatori, solo 170 italiani: un rapporto rispetto agli stranieri di poco più di uno su tre.