Settant’anni dopo, torna «il romanzo che ha scandalizzato l’America», come scrisse The Guardian. Era il 1956, anni bollenti dal punto di vista letterario, nel ‘55 c’era già stato Nabokov con Lolita a sconvolgere il mondo, e Grace Metalious lo fece fibrillare totalmente. Il suo libro si intitolava I peccati di Peyton, oggi diventa soltanto Peyton Place, la vicenda si svolge dal 1939 al 1945, nella nuova traduzione sottile e intelligente (Blackie edizioni, pag.496, euro 22) mirata al cuore della provincia americana, da sempre fulcro della letteratura made in Usa, da Thornton Wilder ad Edgar Lee Master, le piccole cittadine considerate come cuore pulsante degli States.
Ci fu in seguito chi volle accostarlo gli intrighi di Twin Peaks, ma siamo molto lontani. L’autrice era una qualunque ragazza casalinga, che indovinò un colpo magistrale, mai più ripetuto, anche se in seguito si era trasferita nel glamour di New York per proseguire l’escalation da scrittrice milionaria. Fu l’esplosione di un enorme successo, i peccati sono quelli dapprima sussurrati e poi rivelati come mai nessuno avrebbe osato in tempi in cui dominava il “decoro sociale” non si poteva parlare apertamente neppure di tradimenti, meno che mai di stupri o di ragazze che restavano incinte.






