Fabrizio Stella lascia Avepa. Ieri mattina il commissario dell’Agenzia veneta per i pagamenti ha inviato un’email al presidente Alberto Stefani dall’oggetto inequivocabile: “Comunicazione dimissioni”. Ma nessuna polemica, assicura il padovano, che dell’ente strumentale era stato il direttore dal 2001 al 2020, prima di tornarci per l’incarico straordinario nel 2024: «Missione compiuta, ho portato a termine il compito che mi era stato assegnato e torno a lavorare a tempo pieno nel settore delle bioenergie».

Stella ha annunciato a Stefani la sua “indisponibilità a proseguire” nella guida di Avepa, istituita “originariamente quale organismo pagatore di contributi al mondo agricolo”, ma che “negli anni ha diversificato e ampliato gli ambiti di competenza e di attività, diventando ora un interlocutore primario nelle azioni a sostegno delle imprese agricole, agroalimentari e degli altri ambiti produttivi del territorio veneto”, dall’industria al turismo passando per i trasporti e gli asili. Nella lettera il 63enne ha ricordato che al momento della sua nomina, nell’aprile di due anni fa, “l’Agenzia era in una situazione di oggettiva criticità ed era posizionata all'ultimo posto in Italia per i pagamenti/contributi comunitari”. mentre oggi “grazie anche al profuso impegno e dedizione di tutti i dipendenti”, l’ente “si colloca al primo posto in Italia per i servizi e le erogazioni al mondo imprenditoriale veneto, tanto da diventare benchmark e punto di riferimento a livello nazionale”. Secondo la relazione pubblicata a febbraio, nel 2025 Avepa ha immesso nel sistema produttivo regionale 694 milioni di finanziamenti comunitari e nazionali, dopo aver permesso al Veneto di diventare l’unica Regione ad aver utilizzato tutti i 1.561 milioni del Psr 2014-2022.