Dai paesaggi fiabeschi e come sospesi nel tempo del Giappone classico, con cascate d'acqua di varie sfumature di blu e vedute del monte Fuji ritratto da diverse angolature, alla vita di tutti i giorni con uomini che conversano, lavano un cavallo o figure femminili in abiti tradizionali che però tagliano verdure o fanno toletta.

È così che un artista nato oltre duecento anni fa in un paese geograficamente e culturalmente molto lontano dall'Europa, Katsushika Hokusai, parla ancora all'immaginario occidentale come racconta la mostra più completa mai arrivata in Italia a lui dedicata, 'Hokusai. Il Grande Maestro dell'arte giapponese' dal 27 marzo a Palazzo Bonaparte a Roma.

Oltre 200 opere ricostruiscono il percorso artistico del maestro nato nel 1760, protagonista assoluto dello stile ukiyo-e, la stampa artistica giapponese su blocchi di legno (xilografia), fiorito tra il XVII e il XIX secolo, durante il periodo Edo. Le Trentasei vedute del Monte Fuji includono l'iconica Grande Onda di Kanagawa, cui l'esposizione dedica una sala a sé: a riprova della grandissima fortuna di questa e altre immagini di Hokusai basti pensare che La Grande Onda e il Fuji rosso all'alba sono riprodotte nelle pagine interne dei nuovi passaporti giapponesi.