MESTRE - Si era riempito le tasche, il resto l'aveva infilato sotto la maglietta, ma neppure la giacca riusciva a mascherare tutta la merce che si era nascosto addosso. Non che fosse chissà quale refurtiva: generi alimentari, neppure venti euro di valore totale, prodotti da consumare o magari da provare a smerciare in cambio di pochi spiccioli - quel tanto che bastava per mettere insieme un'altra dose. Poca roba, che però il 21enne voleva portarsi via anche a costo di fare del male a qualcuno: quando è stato bloccato dalla guardia giurata del supermercato, infatti, ha reagito con un paio di diretti al volto. I due pugni non sono comunque bastati ad assicurargli la fuga: subito fuori dal centro commerciale, all'inizio di via Poerio, il ladro è stato intercettato dagli agenti delle Volanti.
L'episodio, riassunto ieri in udienza direttissima, in tribunale, risale a lunedì pomeriggio. Protagonista un giovane di origini bengalesi, classe 2004, che aveva saccheggiato gli scaffali del punto vendita Pam al piano interrato di Ca' Mestre. Il ragazzo è uscito dalle casse automatiche convinto di non essere notato, invece è stato inseguito dalla sicurezza del negozio, di cui si è sbarazzato con la forza. Non aveva però fatto i conti con i poliziotti di pattuglia all'esterno. Ieri il 21enne è comparso davanti al giudice, che ha convalidato l'arresto degli agenti. Il pubblico ministero Giovanni Gasparini ha contestato allo straniero il reato di rapina impropria, l'avvocato difensore ha chiesto l'attenuante per la lieve entità della refurtiva. Anche alla luce del rito alternativo deciso, il giudice ha scelto di condannare il giovane bengalese a un anno, otto mesi e venti giorni, oltre a 385 euro di multa; il ventenne, che parlava a stento l'italiano, in aula ha dichiarato di essere pentito: «Mi dispiace», le uniche parole che è riuscito a pronunciare. Troppo poco, a parere del tribunale, che ha concesso solo il minimo dovuto.






