LONDRA – È tornato in primo piano con un colpo di scena degno di Alexander Dumas, lo scrittore che gli ha dato fama imperitura. In una chiesa di Maastricht, in Olanda, è improvvisamente collassata una sezione del pavimento. Il diacono ha chiamato una squadra di operai per ripararlo. Durante i lavori di restauro, uno dei carpentieri lo ha avvisato che là sotto c’era qualcosa. Dagli scavi è emerso uno scheletro, al cui fianco, ancora ben conservate, c’erano una moneta e una pallottola. Verificate le caratteristiche di entrambe, il sacerdote ha immediatamente contattato l’archeologo del posto che da tre decenni cercava i resti di D’Artagnan. “Credo che l’abbiamo trovato”, gli ha detto. E il più famoso moschettiere di Francia è per così dire resuscitato.
(reuters)
Il cavaliere Charles de Baltz-Castelmore
Le ossa in questione apparterrebbero al cavaliere Charles de Baltz-Castelmore, il nobiluomo di Guascogna del 17esimo secolo, meglio conosciuto come D’Artagnan, le cui imprese ispirarono Dumas a farne l’eroe del suo romanzo “I tre moschettieri”, pubblicato inizialmente a puntate su un giornale nel 1844 e poi diventato uno dei libri più importanti della letteratura francese, un classico tradotto in tutte le lingue, adattato in innumerevoli film, serie televisive, cartoni animati e musical. Era noto che il protagonista del romanzo fosse ispirato al D’Artagnan della realtà, sul quale nel 1700 era stata pubblicata in Francia una biografia postuma, “Memorie di Monsieur D’Artagnan”. Ma il luogo di sepoltura del vero D’Artagnan era andato perduto nel corso dei secoli, dopo la sua morte nel 1673 nell’assedio di Maastricht durante la guerra franco-olandese.











