TREVISO - A pochi passi dal Tevere la parola sembra aver trovato una casa stabile nella materia: nello studio di Giosetta Fioroni, oggi sede operativa della Fondazione Goffredo Parise e Giosetta Fioroni. Qui abitano le immagini di un'Italia che fu e continua ad essere: fotografie, carte e sculture, opere d'arte che non smettono di muoversi. In questo spazio è stata presentata la decima edizione del Premio Goffredo Parise per il Reportage, in programma il 16 maggio al Teatro Comunale di Treviso, con un'anteprima il 15 maggio alla Loggia dei Cavalieri. Roma, in questo caso, non è solo una cornice. È il punto da cui il premio cerca di amplificare la propria voce, portando nel centro simbolico del Paese un progetto nato nel solco di una tradizione veneta e ormai giunto alla sua decima edizione, a quarant'anni dalla scomparsa dello scrittore.

La giuria tecnica del 2026 sarà composta dal presidente di giuria, Toni Capuozzo, Antonio Armano, Gianni Barbacetto e Marzio Breda. Durante la presentazione, Andrea Favaretto, sindaco di Salgareda e presidente del Premio, ha richiamato il ruolo fondamentale del giornalismo nel racconto della realtà. Accanto a lui, Maria Rosaria Nevola, direttrice artistica e ideatrice della Scuola di reportage, ha riportato l'origine del progetto all'intuizione del fondatore Antonio Barzaghi, sottolineando come l'esperienza di Parise sia stata pensata fin dall'inizio come patrimonio condiviso e punto di riferimento per il giornalismo contemporaneo. Nel corso dell'incontro sono intervenuti anche Davide Servadei, presidente della Fondazione Parise Fioroni, Alberto Spampinato, presidente di Ossigeno per l'Informazione, la giornalista Lisa Iotti, tutor della Scuola di reportage, Antonio Armano, tutor della scuola e membro della giuria, e il critico letterario Andrea Cortellessa, insieme all'assessore alla Cultura di Ponte di Piave Stefania Moro.