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Non al top, ma zero set persi da 14 match Masters. Le stelle ko, lui cresce, oggi Tiafoe

Letto il giorno dopo in un titolo: "Sinner non è ancora lui ma batte Michelsen". Per carità, di sicuro quella contro il ragazzone (ma non bamboccione) americano non è stata la sua migliore versione, però restando ai fatti Jannik è ai quarti di Miami dopo aver vinto a Indian Wells e tra gli otto migliori, a parte Zverev, le altre teste di serie sono sparite. Quindi

Poi soprattutto siamo alla quattordicesima partita in un Masters 1000 senza perdere un set, e questo batte perfino Djokovic: "Ma io non gioco per i record dice Furia Rossa -, ma per diventare la migliore versione di me stesso". La solita lezione, insomma, ed è questa la sua forza anche nelle giornate in cui non tutto gira al meglio: contro il giovane Alex (21 anni) c'è stato da risalire nel secondo set, con il 2-5 che poi è diventato il 7-5, 7-6 ("sono stato anche fortunato: quando ha servito per il set è entrata la luce sul campo e gli ha dato un po' fastidio"). Ci scuserà Jannik se anche in questo caso alla fine dobbiamo parlare di un primato: dall'inizio del 2025 ad oggi, su 25 tie-break disputati, ne ha portati a casa 22. "Ma questo non significa niente se poi non vinci la partita ha detto dopo il match -. Penso che sia una cosa carina da sapere, però io so quanto sacrificio faccio anche fuori dal tennis per migliorarmi. Il resto non conta, e alcune statistiche non sono rilevanti".