L’alto dirigente petrolifero emiratino Sultan al Jaber, a capo della gigantesca compagnia petrolifera statale Abu Dhabi National Oil Co., inasprisce la retorica degli Emirati Arabi Uniti mentre la guerra si avvicina al primo mese.

«L’utilizzo dello Stretto di Hormuz come arma non è un atto di aggressione contro una singola nazione», ha affermato al Jaber in un discorso tenuto in occasione di un evento organizzato dal Middle East Institute di Washington.

Centinaia di lavoratori dei trasporti hanno scioperato a Manila per protestare contro l’aumento dei prezzi del carburante. I prezzi di diesel e benzina sono infatti più che raddoppiati dallo scoppio della guerra con l’Iran e le Filippine sono ora in stato di emergenza energetica nazionale. Lo riporta la Bbc. Il presidente Ferdinand Marcos ha dichiarato di essere al lavoro per garantire nuove fonti di petrolio, aggiungendo che il Paese sta «valutando ogni possibile soluzione». Gli scioperi sono guidati dalla coalizione sindacale dei trasporti Piston, che ha posto una serie di richieste: dall’abolizione delle tasse sui carburanti alla riduzione dei prezzi del petrolio, dall’abbandono della deregolamentazione all’introduzione del controllo statale, oltre ad aumenti tariffari e a salari più alti. Ieri Marcos ha firmato una legge che lo autorizza a sospendere o ridurre temporaneamente l’accisa sui prodotti petroliferi. Dall’inizio delle ostilità in Medio Oriente, il governo ha offerto sussidi agli autisti dei trasporti, ridotto i servizi di traghetto e introdotto la settimana lavorativa di quattro giorni per i dipendenti pubblici per risparmiare carburante. Martedì è stato inoltre dichiarato lo stato di emergenza energetica nazionale, conferendo al governo l’autorità legale per imporre misure volte a garantire la stabilità energetica e a proteggere l’economia nel suo complesso.