ADRIA - Una semplice telefonata di routine si trasforma in una corsa contro il tempo e in una storia a lieto fine che ha commosso tutta l'Italia. Protagonisti un bambino di appena quattro anni, una giovane assistente di studio odontoiatrico e la rapidità dei soccorsi del Suem 118. Tutto ha inizio quando una paziente non si presenta a un appuntamento nello studio dentistico Toto di Adria.

Un’assenza che avrebbe potuto passare inosservata, ma non per Alice Mattioli, assistente alla poltrona, che decide di chiamare per verificare i motivi per i quali la donna ha disertato l'appuntamento. A rispondere, però, non è la donna, bensì il figlio piccolo. «Mamma dorme» dice il bambino. FRASE SOSPETTA Una frase apparentemente innocua che, però, fa scattare l’allarme. Alice resta in linea, cerca di capire, parla con il piccolo e lo guida con calma. Gli chiede di svegliare la madre, ma dall’altra parte arrivano solo tentativi confusi e sempre più preoccupanti. Poi un dettaglio decisivo: il bambino inizia a tossire e dice di avere fame. A quel punto la situazione appare chiara nella sua gravità. Alice gli chiede se sono soli in casa, riceve conferma e prende subito una decisione: chiama il 118, fornendo tutti i dati necessari per un intervento rapido. Secondo la prima versione l'allarme era stato lanciato dal datore di lavoro della donna, preoccupato per l'assenza improvvisa della propria dipendente, invece poi sono emersi i giusti contorni della vicenda. «Era molto agitato, ma davvero bravissimo - racconta Alice Mattioli - e quando ha iniziato a tossire ho capito che qualcosa non andava davvero».Nel giro di poco tempo scatta la macchina dei soccorsi. Sanitari e i vigili del fuoco arrivano nell’abitazione e mettono in salvo madre e figlio, vittime di un’intossicazione da monossido di carbonio. Un pericolo invisibile che, senza quell’intuizione e quella prontezza, avrebbe potuto avere conseguenze tragiche.IL RINGRAZIAMENTO Entrambi sono già stati dimessi dall’ospedale Santa Maria Regina degli Angeli di Adria e stanno bene, anche se la donna resta provata dall’accaduto. Non è mancato il ringraziamento carico di emozione da parte della donna all’assistente di poltrona dello studio dentistico: «Le sarò grata per tutta la vita. Devo tutto a lei e al mio bambino, che è stato bravissimo». Anche il sindaco di Adria, Massimo Barbujani, ha voluto incontrare Alice Mattioli per esprimerle la riconoscenza della comunità. «Sono andato - dice il primo cittadino - a stringere la mano ad Alice, conosco personalmente i genitori Claudio e Raffaella Longhini, che l'altro ieri, visto che la sua paziente non si è presentata all'appuntamento previsto, l'ha chiamata al cellulare. Le ha risposto il bambino di 4 anni che le diceva che la mamma non rispondeva perché stava molto male. Brava Alice e bravo il bambino che l'ha aiutata a far soccorrere la mamma tempestivamente». Probabilmente ad Alice Mattioli verrà conferito un riconoscimento pubblico.Una storia che mette in luce non solo l’efficienza dei soccorsi, ma anche il valore dell’attenzione e dell’umanità. Perché, a volte, è proprio da un gesto semplice e da una telefonata in più che può dipendere una vita.