PASIANO - Un malore improvviso, forse un infarto. È morto così, nell’abitazione dove viveva in via Oriana Fallaci a Pasiano, Massimo Bettin, architetto e libero professionista di 61 anni, molto conosciuto e stimato della provincia di Pordenone. Stava guardando la televisione appoggiato allo schienale della poltrona in salotto. Intorno a mezzanotte, vista anche l’ora tarda, il padre Cesare si è alzato per dirgli che era ora di andare a letto. Ma il figlio non rispondeva, si è avvicinato mettendogli la mano sulla fronte, era fredda. Ha chiamato i soccorsi, ma per quel figlio così tanto amato non c’era più nulla da fare. Ieri la notizia si è diffusa rapidamente, lasciando sgomente due comunità, quella di Pasiano dove viveva, e quella di Vivaro, dove lavorava in Comune. Lo conoscevano non solo per la sua professionalità, ma anche per le sue qualità umane, la vicinanza all’ambiente e alla natura.

È una scomparsa improvvisa, che lascia un vuoto profondo. L’architetto Bettin, che in questi ultimi anni viveva con il padre Cesare, aveva perso nel giro di un mese la compagna di una vita, Loretta, mancata il 3 aprile del 2025 per una malattia. Massimo Bettin ha dovuto fare i conti con questo vuoto, ma era rimasto un punto fermo per il padre anziano, dopo l’inserimento della mamma in una struttura protetta. A Pasiano, dove ha sempre vissuto, era titolare dello studio di Traffe dal 1996, si era laureato allo Iuav di Venezia, aveva collaborato con diverse realtà del territorio distinguendosi per competenza, precisione e visione progettuale.