SAN GIORGIO IN BOSCO - «Nonostante le difficoltà, ha riempito la nostra vita di gioia». Nelle parole di Giulia Valeretto e di Paolo Mengatto, l'essenza dell'amore di una mamma e di un papà verso la loro figlia scomparsa assolutamente troppo presto. Un grande dolore, affrontato con grande forza e dignità, in modo esemplare. Proprio oggi Giada avrebbe compiuto un anno di vita. Una vita che si è presentata con grandi difficoltà e che seppur molto breve, lei ha saputo offrire tantissimo bene. Ricambiato da quello dei genitori e di tante altre persone.
Mamma e papà, dimostrando che ogni vita vale e deve essere vissuta aldilà del tempo fisico, hanno accettato di far nascere la loro secondogenita pur sapendo che aveva la sindrome di down e che le mancava una parte di esofago. «Abbiamo deciso di portare avanti la gravidanza - spiegano Giulia e Paolo - Siamo stati rassicurati dai medici, prima quelli dell'ospedale di Cittadella, poi quelli di Padova che ci hanno seguiti data la particolarità della situazione. Giada sarebbe stata operabile per risolvere il problema».
Una famiglia normale quella dei coniugi, lui di 45 anni, operaio, lei di 43, addetta ad una mensa, residenti a Lobia di San Giorgio in Bosco. Hanno una bimba di tre anni, senza nessun problema di salute. Il 26 marzo dello scorso anno ecco il fiocco rosa e la festa per Giada. La piccina è stata ricoverata fino a fine luglio a Padova. Necessario seguire sotto stretto controllo i primi mesi di vita, in primis per le particolari necessità dell'alimentazione. Stabilizzata, alimentata con la peg, Giada conosce la sua casa ed ancor più sorellina, nonni e tantissime altre persone, che possono finalmente abbracciarla. «Le sue condizioni si sono stabilizzate, cresceva e facevamo il controllo mensile a Padova - continuano mamma e papà - Le sue condizioni miglioravano così da poterla ritenere pronta per l'intervento chirurgico che le avrebbe permesso di poter cominciare a mangiare da sola».






