Roma, 25 mar. (askanews) – Niente ‘federatori’ o ‘papi stranieri’, Elly Schlein manda un messaggio chiaro a tutti, nel suo partito e al resto della coalizione. La scelta del leader della coalizione, per la segretaria Pd, è questione che non può essere decisa da ‘tavolini’ o ‘caminetti’, magari provando a lanciare appunto un terzo nome tra i ‘due litiganti’, cioè lei e il leader M5s Giuseppe Conte. La sortita del presidente 5 stelle sulle primarie ha imposto un dibattito che in ogni caso sarebbe stato difficile rimandare dopo la vittoria del ‘no’ al referendum, tanto più mentre si torna a parlare della possibilità di un voto anticipato. La sfida per la leadership è ufficialmente aperta, la Schlein e Conte sono in campo e adesso diventa fondamentale non commettere errori per evitare lotte fratricide che sprechino il vantaggio accumulato con il voto sulla riforma Nordio.

La leader Pd continua a mostrarsi cauta sul metodo da usare, e del resto l’accelerazione di Conte non è piaciuta in casa democratica. “Poteva aspettare un paio di giorni”, commentava un parlamentare Pd lunedì sera, quando a spoglio delle schede ancora in corso il leader M5s aveva già lanciato le primarie. La leader Pd ripete il suo mantra, lasciando di fatto aperte due soluzioni: “Ci metteremo d’accordo su una modalità e sono fiduciosa che troveremo l’accordo anche su questo. Si può fare l’accordo come fa la destra e scegliere che guida chi prende un voto in più alle elezioni. Oppure ci sono altre modalità, come le primarie a cui sono disponibile”.