È un continuo ingarbugliarsi oppure sbrogliarsi, a seconda di come la si veda. Resta il fatto che, 19 anni dopo il delitto, il caso di Garlasco torna a incrinare le sue stesse certezze. La nuova consulenza presentata dall’anatomopatologa Cristina Cattaneo modifica radicalmente la storia di un caso di cronaca nera che sta appassionando l’Italia. Perché cambia il tempo e la scena del delitto: l’omicidio di Chiara Poggi non sarebbe stato un’azione fulminea, ma una violenza più lunga, preceduta da una difesa della vittima e da una possibile colluttazione. Un ribaltamento che, se confermato, potrebbe mettere in discussione l’impianto che ha portato alla condanna definitiva di Alberto Stasi come colpevole dell’assassino.
Secondo le indiscrezioni, la morte sarebbe dunque avvenuta almeno mezz’ora dopo la colazione. Un dettaglio che sposterebbe in avanti l’orario del delitto e metterebbe in discussione il ristretto intervallo temporale su cui si è fondata la sentenza. Non solo: sul corpo emergerebbero ecchimosi, abrasioni e lividi compatibili con una difesa attiva della vittima, un elemento che nelle ricostruzioni precedenti era rimasto sullo sfondo.
GARLASCO, PIOGGIA DI DENUNCE IN PROCURA: CHI È NEL MIRINO DALLA FAMIGLIA POGGI






