La discussione sul tema è tornata al centro dell’attenzione in seguito alla decisione del cantautore di farsi cremare e far disperdere le ceneri a largo della sua amata Boccadasse
Il tempio crematorio della Socrem nel cimitero di Staglieno (archivio)
Genova – Le cremazioni a Genova si aggirano intorno al 70%, percentuale che porta il capoluogo ligure tra le città d’Italia dove la cremazione è più massicciamente richiesta. Il trend è stabile già da alcuni anni ed è dettato da più motivazioni: è una pratica antica, igienica, le ceneri sono più facilmente trasportabili ed è anche meno onerosa. Le ceneri vengono affidate a un congiunto oppure disperse. Come nel caso di Gino Paoli: la riservatezza assoluta richiesta dai parenti è stata rispettata e il cantautore è stato cremato nella tarda mattinata di oggi, mercoledì 25 marzo, al Tempio Laico della Socrem al cimitero di Staglieno.
La dispersione delle ceneri a Genova
A Genova, la dispersione delle ceneri è un'operazione regolamentata in modo preciso dal Comune e dalla Regione Liguria. Non è possibile effettuarla in autonomia senza autorizzazione, poiché si rischierebbe una sanzione penale. Per procedere con la dispersione delle ceneri è necessaria in primis ovviamente la volontà del defunto: la dispersione può avvenire solo se il defunto ha espresso chiaramente questa volontà in vita. Questo può essere dimostrato tramite una disposizione testamentaria (anche una dichiarazione scritta a mano, datata e firmata), oppure un’iscrizione a una società di cremazione (come la Socrem di Genova).











