La Rai mette in vendita i pezzi della sua storia. Lo fa in tutta Italia. E Torino non è un’eccezione, anche se è la città in cui la televisione italiana è nata. Qui, tra gli immobili in dismissione, c’è persino il palazzo di via Verdi 31, sede delle Teche Rai. Un edificio che custodisce la memoria radiotelevisiva italiana e che oggi rischia di essere svuotato: l’obiettivo è fare cassa per finanziare la bonifica dall’amianto della sede romana di via Mazzini.
“I tempi sono stretti, l’intenzione dell’azienda è svuotare l’edificio entro fine anno” è l’allarme di Silvia Garbarino, segretaria dell’Associazione stampa subalpina (il sindacato dei giornalisti) che parla di un’accelerazione che, avverte, “lascia poco spazio al confronto: una volta che l’immobile sarà svuotato non si tornerà più indietro. Bisogna fermare l’operazione”.
Il timore condiviso è quello di un impoverimento strutturale della presenza Rai in Piemonte, una preoccupazione a cui si uniscono anche le rappresentanze sindacali del Centro di produzione e delle Teche. Nel pacchetto di vendita compaiono anche l’antico teatro Scribe, sempre in via Verdi ma al numero 16, e alcune aree limitrofe, oltre all’ex Centro di produzione di corso Giambone: un blocco consistente che potrebbe essere affidato a un unico advisor.






