Si è chiusa con un patteggiamento a sei mesi di reclusione la drammatica vicenda del cane ucciso a Torricella Sicura, in provincia di Teramo, ritrovato impiccato alla forca di un trattore.
Il caso, che aveva sollevato un'ondata di indignazione nazionale, è approdato davanti al Tribunale di Teramo grazie alla tenacia della Lega nazionale per la difesa del cane (Lndc Animal Protection), che si è opposta per ben due volte alle richieste di archiviazione della procura.
La tesi difensiva dell'imputato sosteneva che l'animale fosse già privo di vita e che il mezzo agricolo fosse stato utilizzato solo per sollevarne il corpo a causa di problemi di salute dell'uomo.
Una versione giudicata non convincente dall'associazione, anche alla luce delle degradanti immagini che mostravano l'animale appeso in pubblica vista. Nonostante la costituzione di parte civile e l'ottenimento di un risarcimento, l'associazione esprime amarezza per l'entità della condanna. "Sei mesi, peraltro sospesi, sono una risposta troppo debole rispetto alla gravità di un gesto così crudele - ha dichiarato Piera Rosati, presidente Lndc Animal Protection -. Resta però fondamentale il principio: chi uccide un animale non può restare impunito".






