"Spero che la mia battaglia non sia stata vana" "Libera" è la quattordicesima persona in Italia ad aver avuto accesso al suicidio medicalmente assistito e la seconda in Toscana seguita dall’Associazione Luca Coscioni. Prima di morire ha voluto lasciare un messaggio, sottolineando la fatica del percorso affrontato. "Spero, con tutta me stessa, che nessuno debba più aspettare due anni per esercitare un diritto", ha scritto, evidenziando il peso dell’attesa. Ha poi aggiunto: "La mia battaglia è stata dura, ma desidero credere che non sia stata vana". Nel suo ultimo saluto ha parlato anche di dignità, definendo la sua storia come qualcosa che va oltre il caso personale: "È una richiesta che spero un giorno non debba più essere conquistata, ma semplicemente rispettata".