«Spero, con tutta me stessa, che nessuno debba più aspettare due anni per poter esercitare un diritto che gli appartiene già. Nessuno dovrebbe essere costretto a lottare così a lungo per ciò che dovrebbe essere garantito». Questo il messaggio affidato all'associazione Coscioni da Libera, la 55enne toscana oggi morta a casa sua col suicidio assistito grazie a un dispositivo a comando oculare realizzato dal Cnr: la sclerosi multipla di cui era affetta l’aveva paralizzata dal collo in giù impedendole di potersi somministrare altrimenti il farmaco letale per il suicidio assistito a cui ha avuto accesso nel luglio 2024.
Libera aveva ottenuto dalla USL Toscana Nord Ovest il via libera per l'accesso alla procedura di aiuto medico alla morte volontaria a luglio 2024. Non essendo però in grado di assumere autonomamente il farmaco letale, essendo completamente paralizzata, aveva presentato un ricorso urgente, tramite il suo collegio legale coordinato dall'avvocata Filomena Gallo, Segretaria nazionale dell'Associazione Luca Coscioni, affinché il suo medico fosse autorizzato a somministrare il farmaco.
L’ultima lettera di Laura Santi: “Politica incompetente, sul fine vita uno sproloquio senza fine”











