MILANO – Sarà anche stato l’anno nero dei dazi e delle sberle di Trump al commercio internazionale, ma per il polo fieristico bolognese il 2025 va in archivio con un bilancio che pianta diverse bandierine positive. I ricavi, ad esempio, che hanno superato quota 300 milioni (+12% a 306,7 milioni per la precisione) e l’utile netto a 13,4 milioni di euro, in forte rialzo e pari a circa 3,5 volte di quanto registrato nel 2024 (3,9 milioni di euro).
Progresso in doppia cifra anche nelle righe della marginalità. L'ebitda sale del 19% a 52,5 milioni e l'ebit del 63% a 29,1 milioni. Il risultato ante imposte balza a 20,5 milioni, rispetto agli 8,9 milioni nel 2024. La posizione finanziaria netta monetaria è di 55,2 milioni, in miglioramento di 12,8 milioni rispetto al 2024 (68 milioni nel 2024).
Una serie di risultati che la società spiega con quattro pilastri: rafforzamento delle manifestazioni fieristiche core e sviluppo di nuovi format; espansione delle attività internazionali; crescita significativa del business allestimenti & architecture; valorizzazione delle attività di gestione venue e incremento del tasso di utilizzo degli asset.
Secondo il management, nonostante l'acuirsi delle tensioni internazionali nei primi mesi del 2026, con impatti sulla volatilità dei prezzi e sui costi di approvvigionamento dell'energia, il gruppo conferma la piena tenuta del proprio modello di business e prosegue nell'attuazione del piano industriale, con focus su efficienza operativa, controllo dei costi e rafforzamento della redditività.






