È un mestiere di «teste dure», quello di chi organizza e ospita manifestazioni fieristiche. «Ci vogliono almeno due-tre anni per mettere a terra un progetto e poi altrettanti perché si consolidi e porti risultati», osserva Antonio Bruzzone, amministratore delegato di BolognaFiere, il cui bilancio 2025, appena approvato dal consiglio di amministrazione, mette nero su bianco questi risultati e conferma la validità del percorso di crescita intrapreso negli ultimi anni.
Il gruppo emiliano ha infatti chiuso l’anno con ricavi record, a quota 306,7 milioni di euro, registrando un incremento del 12% rispetto all’anno precedente, che si accompagna a un aumento del 19% (8,5 milioni di euro in più) del margine operativo lordo, salito a 52,5 milioni. Migliora anche la redditività, con un’incidenza sui ricavi del 17% rispetto al 16% dell’esercizio precedente, mentre l’utile di esercizio balza a 13,4 milioni di euro, contro i 3,9 milioni di euro del 2024.
«Raccogliamo i frutti di una strategia di sviluppo fondata sulla diversificazione e sostenuta da una crescita sia organica, sia per acquisizioni - aggiunge Bruzzone -. Oltre che sulle attività all’estero». Nel 2025 le società del gruppo hanno organizzato quasi 80 eventi, di cui oltre il 40% fuori dall’Italia, dagli Stati Uniti alla Cina, dalla Thailandia all’India, alla Polonia. Tra le operazioni di consolidamento della presenza internazionale, ricordiamo l’acquisizione, lo scorso settembre, del 30% della società statunitense United Experience che, con il nuovo assetto societario, presenterà quest’anno tre manifestazioni dedicate al vino a Londra, Ho Chi Minh City e Città del Messico, con il brand Wine Experience. La scorsa settimana è stata inoltre annunciata una nuova collaborazione con il gruppo inglese Informa per realizzare (all’interno del Hotel-Motel Show di Chicago, uno dei i principali appuntamenti del foodservice) uno spazio dedicato alla valorizzazione delle eccellenze italiane nel segmento beverage e dei condimenti gourmet.






