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Luigi Salomone 25 marzo 2026

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I]l visionario Sarri si è inventato il nuovo Patric. È l’ago della bilancia della Lazio che, da quando c’è lui in campo, non ha subito reti e, soprattutto, ha sempre vinto. L’intuizione dell’allenatore biancoceleste dopo aver perso Rovella, praticamente per tutta la stagione ed essersi arreso all’infortunio muscolare di Cataldi nel primo tempo della sfida col Sassuolo. ha colto nel segno. Complice la scarsa fiducia in Belahyane in quella porzione di campo, ecco la scelta sorprendente di Sarri poi confermata nelle gare contro Milan e Bologna, le uniche che Patric ha giocato dall’inizio. Sono undici le presenze totali in questo campionato che portano il dato complessivo a 237 con la maglia della Lazio, è uno dei veterani biancocelesti dopo l’arrivo a Roma nel 2015 dalla seconda squadra del Barcellona. La sue prestazioni hanno strappato applausi per pulizia nelle giocate e continuità. È stato perfetto nel verticalizzare il gioco, utilissimo nelle chiusure difensive quasi conoscesse a memoria i movimenti del regista sarriano. Non è un caso il suo utilizzo in mediana, tanto che Sarri ha ribadito la sua convinzione: «Patric ha la capacità di muovere la palla a un tocco e nel Barcellona B tanti anni fa ha fatto il centrocampista, ci abbiamo lavorato spesso. L’ho provato in quel ruolo anche negli anni scorsi, per me lo può interpretare bene. Deve intraprendere un percorso nuovo che può tranquillamente compiere».