Una sauna, una sala pizzeria, una cucina industriale, numerose casseforti, un grande box con più auto, accessibile dall'interno della casa, una cantina con oltre mille bottiglie di vino di pregio ed esposto in bella mostra un diploma di 'boss migliore al mondo'.
E' quanto hanno trovato i tecnici dall' Acer, l'Agenzia campana per l'edilizia residenziale, i quali, accompagnati da agenti della Polizia e della Municipale, hanno fatto irruzione lo scorso luglio nella villa abusiva appartenuta a un clan di camorra e abbattuta oggi nel rione San Francesco a Napoli.
Una struttura lussuosa, non visibile dall'esterno ma che all'interno, raccontano all'ANSA gli stessi tecnici, nascondeva arredi fastosi e kitsch con grandi quadri e svariati lampadari. Tra le macerie della casa sottratta ai titolari e sono spuntati anche certificati di orologi di grande valore.
"La villa - spiega il sottotenente Vincenzo Pagano della Unità operativa Tutela edilizia e Patrimonio della Municipale di Napoli - era appartenuta alla famiglia Botta che fa riferimento al cartello Licciardi-Contini-Mallardo dell'Alleanza di Secondigliano". Famiglia, si sottolinea, coinvolta di recente nell'inchiesta che ha svelato condizionamenti criminali nella gestione dell'ospedale San Giovanni Bosco. L'immobile, realizzato in totale assenza di titolo edilizio, occupava una superficie di circa 550 metri quadrati ed era configurato come villa a corte, con pertinenze esterne a giardino e ambienti interni. Qui, è stato spiegato ai giornalisti, sarà realizzata un'area comune, parco giochi e zona verde.







