Che il cinema coreano sia un fenomeno a sé, difficile da decifrare per suoi connotati eccentrici che superano la soglia dell’interesse critico, della mera cinefilia e della curiosità divistica per sfociare in forme di autentico fanatismo, lo dimostra il Korea Film Fest numero 24 che fino a sabato tiene banco sullo schermo della Compagnia, inanellando un pienone dopo l’altro. Così il bagno di folla che ha caratterizzato in apertura la masterclass di Gong Yoo (lo “spirito guida” di Squid Game, la serie Netflix che ha rastrellato milioni di followers in tutto il mondo) replica domani quando a salire in cattedra in una Compagnia già sold out in prevendita (lecito chiedersi allora perché non puntare su una location più capiente evitando di deludere i tanti rimasti fuori) sarà Yeon Sang-ho, affermatosi sulla ribalta internazionale col suo Train to Busan (2016), un thriller zombie che ha fatto scuola, dalle vetrina di Cannes asceso al rango di cult movie per la sua portata fantastica e allucinatoria, una piattaforma che diventa strumento per interrogare le fragilità, le paure, le violenze sistematiche e irresponsabili del mondo contemporaneo.

Yeon Sang-ho

"Amo Argento, Alice Rohrwacher e Benigni”