"Mi dispiace molto per la scomparsa di Gino, era un mio caro amico, un grande artista, un grande compositore, un grande autore, un grande interprete".
Lo dice all'ANSA un altro maestro della musica italiana, Mogol parlando della scomparsa del cantautore genovese, conosciuto oltre 65 anni fa.
"Era molto affezionato a me come io a lui, gli ho voluto molto bene" sottolinea con emozione. "Mi è sempre stato grato del fatto che fossi stato io a far sentire a Mina, Il cielo in una stanza - racconta -. Io l'avevo chiamato per dirgli che l'avrei fatto e ne era molto contento. Mina è stata subito interessata alla canzone ma siccome io a quel tempo ero stonato, ho deciso di farli incontrare, in modo che fosse lui stesso a fargliela ascoltare. Ci siamo visti tutti e tre, e lei ha deciso di inciderla. E' una cosa che non ha mai dimenticato". Un avvenimento "che ha rafforzato una grande amicizia ed un legame andato avanti tutta la vita" spiega Mogol, che per un periodo in quegli anni aveva anche fatto alla Siae da prestanome a Paoli, quand'era inizio carriera, per dargli così la possibilità di essere pagato, quando il cantautore genovese non era ancora iscritto.
Tra le canzoni dell'amico, Mogol oltre a Un cielo in una stanza ha sempre amato particolarmente "Senza fine, ma ce ne sono tantissime... Gino era un artista unico, autore di brani indimenticabili. E' stato importante per tutti noi e per tutta la musica italiana, per quello che ha creato nella sua carriera, il fatto che sia morto è un grande dispiacere".










