BURNASTON (INGHILTERRA) – Capita raramente di assistere alla nascita di un nuovo processo industriale. E l’occasione è ancora più unica, praticamente storica, se questa opportunità riguarda un sistema di produzione maturo e consolidato, anche mitico per molti aspetti, come quello della Toyota. Il Toyota Production System, infatti, ha fatto scuola in tutto il mondo e in tutti i settori produttivi. Espressioni come kaizen e just-in-time sono entrate nel lessico comune di ingegneri e manager a livello globale, che hanno fatto proprio il concetto di miglioramento continuo, nato proprio in Toyota come metodo estremamente efficace di ottimizzazione dei processi e razionalizzazione dei costi.

L’impianto Toyota di Burnaston, in Inghilterra, che nel 1992 è stato il primo sito di assemblaggio aperto dalla casa giapponese in Europa, allarga il raggio delle sue attività e propone il modello di fabbrica circolare. In estrema sintesi, significa che oltre a produrre automobili nuove, il sito industriale si dedica anche a ricondizionare auto usate da reimmettere sul mercato con elevati standard qualitativi e – cosa assolutamente inedita – fa partire una vera e propria linea di smontaggio di auto rottamate, finalizzato al recupero delle materie prime in esse contenute: dall’acciaio alla plastica, passando per il rame e così via.