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24 MARZO 2026
Ultimo aggiornamento: 13:52
Il giorno dopo la prima sconfitta del governo Meloni è quello delle nenie. Ma tra i lamenti che danno addosso a tutti senza alcuna autoanalisi, il distinguo arriva da Fabio Rampelli. Uomo di prima fila, tra i fondatori di Fratelli d’Italia, recentemente finito in alcune cose in contrasto con le sorelle Meloni, il deputato e vicepresidente della Camera ammette che qualcosa non ha funzionato. E punta il dito contro gli attacchi ai giudici e la pretesa di spiegare la riforma senza trovare una chiave che rendesse comprensibile il punto di vista della maggioranza che l’ha concepita e approvata.
Quella di Rampelli è una scudisciata secca: “Abbiamo utilizzato un linguaggio tecnico giuridico incomprensibile alle persone semplici – ha detto a La Repubblica – La Sora Lella, non essendo una giurista, nel clima esasperato che c’è stato si è spaventata, anche per gli attacchi ai giudici, e ha preferito non fare salti nel buio”. Anche perché, ammette, la sinistra è “scesa dal piedistallo dell’armocromismo”, anche se – puntualizza – “facendo demagogia”. Ma in ogni caso, su quel piedistallo, riaffonda, “noi ci siamo saliti”.









