Una soffitta affacciata sul mare di Genova, una gatta siamese inseparabile e un giovane artista ancora lontano dal successo. È da questa intimità fragile e luminosa che nasce una delle canzoni più amate della musica italiana. La storia della gatta Ciacola e di Gino Paoli, morto oggi all’età di 91 anni, è fatta di affetto, di nostalgia e di un legame così profondo da trasformarsi in musica.
“C’era una volta una gatta”
“C’era una volta una gatta”. Non è solo l’incipit di una canzone entrata nella memoria collettiva, ma l’inizio di una storia vera, concreta, vissuta tra le pareti strette di una soffitta nel quartiere di Boccadasse, a Genova.
Aveva una macchia nera e uno sguardo rivolto al mare. Amava la luce, il silenzio, l’orizzonte. E soprattutto amava stare accanto al suo compagno umano, sempre, senza distanza. Quella gatta si chiamava Ciacola.
In quella piccola casa sospesa tra cielo e mare, un giovane cantautore trovava ispirazione. Viveva con poco, senza riscaldamento, ma con una presenza che riempiva tutto: la sua gatta.












