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Lo sfogo di Fdi: "Donald? Un handicap per noi". Boccia: "Andremo in discesa"

Poco più di una settimana fa un esponente di Fdi di un certo peso, Alberto Balboni, presidente della commissione Affari istituzionali del Senato, sospirava: "Trump è un guaio. Sull'esito del referendum è stato un vero handicap per noi. Possiamo solo confidare in Dio". Balboni è stato facile profeta perché nella sconfitta del Sì di ieri ci sono tante cose e, magari, la meno importante è proprio il merito del referendum. O meglio il tema c'era. Ieri in una telefonata con Salvini e Tajani la premier avrebbe spiegato: "Il clima era più esacerbato di quanto pensassimo: ha vinto Gratteri".

Ma poi c'è il resto che nell'esito forse ha pesato anche di più: una nuova guerra di cui non si comprendono ragioni e finalità con l'Iran di cui hai le immagini tutti i giorni in Tv, che si è portata dietro la peggior crisi energetica degli ultimi venti anni con la benzina alle stelle può trasformarsi in una miscela letale per qualsiasi governo che viene collegato, a torto o a ragione, all'attuale inquilino della Casa Bianca. Il referendum, qualunque esso sia, è stata solo l'occasione per esprimere il malcontento.