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I consigli di Fini alla premier. I dubbi di Donzelli: "Se noi prendiamo le distanze, chi tiene i rapporti con gli Usa?"
Nel corridoio che immette nel portone principale di Montecitorio un redivivo Gianfranco Fini elenca le incognite, i dilemmi, i rischi della premier. "Con Giorgia - confida l'ex-presidente della Camera - ci parlo. A volte mi ascolta. Gli ho detto che di fronte al rischio Trump per non essere legata alla sua parabola discendente, deve lanciare l'idea del sovranismo europeo. Così guarda all'Europa ma si porta dietro pure gli urlatori. Anche perché ha in casa gente collegata con Putin o che Putin condiziona. Vuoi che non ci sia la foto imbarazzante di un ministro che il Cremlino potrebbe tirar fuori? O che il generale Vannacci quando fu inviato come addetto militare in Russia non sia stato agganciato dai russi? Lo fanno dai tempi della Rivoluzione".
Al di là delle congetture il ragionamento è un elenco delle incognite che aleggiano su Palazzo Chigi. "Incognite" pericolose che fanno immaginare a Fini come via d'uscita, il "sovranismo europeo", cioè un rilancio sull'Europa che riprende un'espressione utilizzata in passato anche da Berlusconi. Quando si parla di paradossi: Gianfranco che si ritrova in una formula postuma di Silvio.






