Ribadito che "la nostra compagine ministeriale è compatta", guarda avanti e al Corriere della Sera spiega: "Adesso dobbiamo dedicarci all'efficientamento della giustizia: ai concorsi da bandire per completare la pianta organica dei magistrati e alla stabilizzazione del personale del Pnrr. Prendendola con filosofia diciamo che la sconfitta ci fa risparmiare molto tempo che avremmo dovuto dedicare ai decreti attuativi per fare tutto questo". Dopo la bufera che l'ha investito per i casi Bartolozzi e Delmastro, assicura: "Non ci saranno modifiche nella compagine ministeriale. Considerato che da entrambe le parti sono stati usati argomenti equivalenti credo che non abbiano influito in nulla. Loro sono stati più aggressivi con epiteti come piduisti, fascisti e banditi. L'unica cosa che mi ha ferito è che abbiano fatto passare per mia la definizione di Csm come 'sistema paramafioso', che era una citazione del pm Nino Di Matteo".