Sulla riforma della separazione delle carriere ho "l'auspicio, l'augurio e quasi la supplica alla magistratura che a questo referendum non venga conferito un significato politico tanto meno di aut aut nei confronti del governo, come è accaduto anni fa con il governo Renzi". Così il ministro della Giustizia Carlo Nordio, in collegamento con l'assemblea nazionale di Noi moderati in corso a Roma.

Secondo il Guardasigilli, “con la riforma della giustizia, la figura del pm viene elevata allo stesso rango del giudice” e “tutte le obiezioni fatte come il processo alle intenzioni al governo sono trucchi verbali, vere e proprie trappole enfatiche che non hanno nessun fondamento. E simili sciocchezze vengono dette proprio da alcuni magistrati”.

Ci vorrebbe, aggiunge, "quella razionalità che manca a chi non trova argomentazioni migliori come quella di dire che siamo dei seguaci o dei manutengoli di Licio Gelli e della P2, che vogliamo sovvertire la Costituzione. Faccio presente che in questi giorni si sono pronunciati costituzionalisti come Augusto Barbera e Sabino Cassese”.

Poi l’affondo verso il sindacato delle toghe. "C’è una grande rivoluzione che irrita, e lo capisco che irriti, l'Associazione nazionale magistrati… perché gli toglie il potere, gli toglie la giurisdizione domestica, ma la restituisce alla magistratura, per cui la magistratura secondo me si renderà conto a un certo punto che uscirà più libera da questa riforma costituzionale, perché non avrà più l'ipoteca delle correnti”.