TREVISO - «Benzina esaurita». Oppure: «Diesel esaurito». Questi i cartelli apparsi da domenica sera in vari distributori della provincia: in alcuni a terminare sono state le scorte solo di uno dei due carburati, in altri di entrambi. «Si tratta essenzialmente di distributori Eni - osserva Moreno Parin, responsabile dei distributori di Artigianato Trevigiano - e già da sabato sera cominciavano ad arrivare notizie di impianti che avevano finito o stavano finendo le scorte». In città, tanto per rimanere al capoluogo, benzina e diesel risultavano esaurite al distributore Eni al semaforo di San Zeno e a quello, sempre Eni, alla rotatoria di San Lazzaro. Gasolio finito anche al distributore Esso sempre di San Zeno. «Ma questa è solo la città - precisa Perin - situazioni del genere le abbiamo registrate in tutta la provincia, come nel vittoriese. Da quando il governo ha annunciato il taglio delle accise c’è stata una vera e propria corsa al pieno, scegliendo come era logico aspettarsi soprattutto gli impianti dove benzina e diesel costavano meno. E così, in molte parti della Marca, le scorte sono finite». Per tutti la ricarica verrà fatta principalmente questamattina.

«Eni ha potuto vendere sotto costo ai distributori - osserva Parin - poi i distributori hanno applicato il prezzo indicato dalle normative. Direi che una metà di quelli Eni trevigiani hanno esaurito le scorte ed adesso aspettano la ricarica». Eni ha anche potuto sfruttare i vantaggi della gestione diretta di alcuni impianti, che si sono poi rivelati quelli più economici di tutti. La benzina, da quando è stato apportato il taglio di 20 centesimi, è stata venduta a 1,5 al litro e il diesel a 1,8. Questo era il panorama di domenica, prima che molti di questi impianti chiudessero per fine delle scorte. Ieri mattina, chi ha riaperto, ha adeguato i prezzi alle nuove variazioni in arrivo. In altri impianti sempre Eni, ma non gestiti direttamente dalla società, i prezzi sono invece risultati leggermente più alti: da 1,8 a 2,09 il diesel e da 1,5 a 1,9 la benzina. Parin, ancora una volta, ribadisce che queste oscillazioni del prezzo non dipendono dal gestore, che si limita ad applicare i prezzi, ma dalle compagnie. Nei giorni scorsi aveva spigato con toni molto decisi la questione rispondendo a chi invocava controlli e sanzioni dove i prezzi risultavano più alti: «Le accise, banalmente tasse, sui carburanti i gestori italiani le pagano nel momento in cui arriva l'autobotte nell'impianto. Allora se sai che il gestore ha già pagato in anticipo le accise per conto del cliente perché pretendi che reagisca all'istante, e senza fiatare, a una decisione che ancorché e giustamente condivisibile ha necessariamente bisogno di un minimo di tempo per essere messa in pratica? Perché pretendi che un gestore che mercoledì, o anche prima, ha scaricato l'autobotte si prenda sul groppone 20 centesimi al litro di accisa? Bastavano due righe in più sul decreto, ovvero il rimborso delle accise per il prodotto in cisterna alla mezzanotte di mercoledì, e allora sì che giovedì mattina tutti giù i prezzi di benzina e gasolio; e allora sì che potevi anche minacciare sanzioni, e magari si poteva prevedere la deliberata venerdì».