Un altro spazio si aggiunge alla geografia in evoluzione di Manifattura Tabacchi. Nel percorso di rigenerazione del complesso razionalista – simbolo del lavoro e delle lotte di svariate generazioni di sigaraie – adesso è entrato anche l'edificio B3, una stecca dove l'architettura industriale rimanda al passato, ma diventa contenitore, seppur temporaneo, di qualcosa di nuovo. A iniziare dal nome: Motel. «Ci siamo ispirati agli iconici motor hotel nati lungo le autostrade americane sia per evocare l'idea di uno spazio transitorio e di passaggio sia per offrire una sorta di teaser di quello che sarà» dice Michelangelo Giombini, ceo di Manifattura Placemakers. Il B3, infatti, è destinato a diventare un albergo, ma nell'attesa i tremila metri quadrati del piano terra si aprono alla città proponendosi anche come luogo da affittare per ogni genere di iniziativa, dalle sfilate alle convention.
La facciata tra presente e passato
La facciata del B3, ancora dominata dai grandi finestroni in vetro blu (essenziali per proteggere il tabacco dalla luce), accoglie Hercules, un'opera di Patrick Tuttofuoco: un trittico luminoso che raffigura due occhi che osservano chi entra e affiancano un’orchidea, in equilibrio tra natura maschile e femminile. «Questa opera nasce in un'ottica di superamento degli stereotipi, non necessariamente solo di genere» spiega l'artista. «Anche Ercole, che da sempre incarna l'ideale del maschio vincente, è un ibrido, metà divino e metà umano. Ispirandomi a questa figura, ho concepito due occhi, uno di uomo e l'altro di donna, e un ipotetico terzo occhio che rappresenta l'idea di un altro modo di vedere il mondo».









