Noi siamo europei. Ovvio. E guardiamo tutto con i nostri occhi. Con il nostro sguardo da centro del mondo, ci siamo abituati a pensare che il globo sia una specie di supermercato dove noi mettiamo i prodotti sugli scaffali e gli altri fanno la fila per comprarli. La Cina? Una grande fabbrica low-cost che copia, inquina e poi ci invade con container pieni di cineserie. Comodo, no?
Proviamo, per una volta, a ribaltare la prospettiva. E vedere le cose con occhi diversi. Quelli di un cinese, per esempio, che apre il giornale (o quel che resta dei giornali, ma lasciamo perdere) e legge: «Volkswagen invade il mercato cinese». Sì, proprio così. Il colosso tedesco ha partorito la sua prima auto interamente destinata al gigante asiatico. Si chiama ID.UNYX 08 (altro nome che fa schifo ma ormai siamo abituati) ed è nata per piacere solo ai cinesi.
Il trucco c’è però: l’ID.UNYX 08 non è un’invenzione teutonica sbocciata dal genio di Wolfsburg. È una evoluzione del G9 di XPENG. La Cina, lo sanno anche i sassi ha la batteria più avanti di tutti, i marchi auto che vendono ovunque e una capacità di sviluppo unica. Così Volkswagen, dopo aver perso quote di mercato ha capito che l’unico modo per non finire in pensione era fare quello che una volta facevano i cinesi con noi: copiare, adattarsi, umiliarsi un po’.






