VENEZIA - Il leghista Alberto Stefani, presidente della Regione, si è fermato al commento sull’affluenza prima dello spoglio: «Quando c’è partecipazione non si può che essere felici, qualsiasi sia il risultato di questo referendum, perché significa che il risultato sarà stato legittimato dalla partecipazione popolare». Invece il dem Giovanni Manildo, capogruppo dell’opposizione, ha atteso l’esito della consultazione per poter esultare: «I cittadini hanno espresso un messaggio inequivocabile in difesa della Carta costituzionale. Quando si decide di intervenire sui pesi e contrappesi della nostra democrazia, la via non può essere quella delle prove di forza, ma quella di un confronto serio, approfondito e, soprattutto, condiviso».
Dottorando in Giurisprudenza l’uno e avvocato di professione l’altro, i due sfidanti alle elezioni di novembre hanno messo insieme le sfaccettature dell’anomalia Veneto. Un territorio in controtendenza, così come il Friuli Venezia, favorevole alla riforma bocciata dalla maggioranza in Italia, differenza rilevata anche dal governatore leghista Massimiliano Fedriga: «Gli italiani hanno scelto e bisogna avere rispetto. Mi auguro che adesso si torni però a un clima che non sia la rissa continua che purtroppo in questa campagna referendaria abbiamo visto».






