VENEZIA - Un referendum pensato male, proposto peggio e terminato con un chiaro responso popolare: è charo il giudizio di Luca Zaia, presidente della Regione Veneto. Che aggiunge: l'esito rafforza la coalizione di centrodestra.
«Quello appena archiviato è stato un referendum pensato male, proposto peggio e terminato con un chiaro responso popolare: l'assenza di consenso. L'esito di oggi rafforza non solo la legittimità dell'azione di governo, ma anche la coesione e la credibilità della coalizione di centrodestra, che esce da questa prova ulteriormente consolidata nel rapporto con i cittadini», dice Zaia.
Secondo Zaia «il referendum è un istituto fondamentale della democrazia, e come tale non si discute. Ma è altrettanto doveroso prendere atto del suo esito: questa tornata referendaria, voluta e sostenuta dalla sinistra, si è rivelata un fallimento. Non va dimenticato che l'obiettivo iniziale era ostacolare l'attuazione dell'autonomia differenziata. Il sesto quesito, chiaramente indirizzato in tal senso, è stato infatti dichiarato inammissibile dalla Corte Costituzionale. Gli altri cinque - dice Zaia - sono stati oggi sonoramente bocciati dal corpo elettorale».
Referendum, quorum fallito: il record negativo ai quesiti del 2022 sulla giustizia (con affluenza del 20,9%). I precedenti






