Il referendum entra anche nella riunione del consiglio permanente della Cei.

"Serve un dialogo responsabile e costruttivo", dichiara il cardinale presidente Matteo Zuppi. Parole sfumate che però danno una precisa indicazione: le riforme si possono fare solo attraverso un confronto tra le diverse anime politiche. E in ogni caso il cardinale di Bologna conferma tutto il suo rispetto per la Costituzione alla quale nel 2021 dedicò anche una "lettera". Infatti oggi ribadisce che occorre "tenere sempre conto dell'equilibrio tra poteri dello Stato che i padri costituenti ci hanno lasciato come preziosa eredità e che tutti devono preservare".

Lo aveva già detto, più o meno con queste stesse parole, alla riunione dei vescovi di fine gennaio e da molti era stato letto come un endorsement al fronte del "no", lettura che poi era stata a stretto giro frenata dalla stessa Cei. "Ci sarà modo di elaborare una riflessione più attenta", ha premesso oggi Zuppi parlando ai vescovi riuniti nel consiglio permanente, ma ci sono comunque dei dati che possono essere commentati subito: "Innanzitutto, l'attenzione rivolta a questo appuntamento nonostante le pericolose polarizzazioni che non hanno aiutato a comprendere la materia di fondo e quella opinabile. In secondo luogo, la partecipazione: questa sta al cuore della nostra Costituzione - sottolinea il cardinale di Bologna - e, pur tra le differenze, permette a tutti e a ciascuno di esprimersi al meglio. Il dibattito che ha preceduto il referendum e i dati di affluenza confermano l'importanza di ragionare sull'esercizio concreto della giurisdizione nel nostro Paese, snodo importante per la custodia del bene comune e il perseguimento della giustizia, che soffre per molte difficoltà". Quindi la necessità di mettere mano alla giustizia c'è ma questo va fatto, è l'indicazione dei vescovi, in modo concertato.