Diciannovemila euro sbloccati, oltre ottomila di spese legali a carico dell’istituto e gravissime di finanziamento al terrorismo, Mohammad Hannoun ha infatti incassato una incredibile vittoria contro Poste Italiane.

Il Tribunale civile di Genova ha stabilito infatti che l’architetto palestinese può riprendersi dal conto corrente i soldi che gli erano stati negati, e questo perché il limite ai pagamenti in contanti non si applica ai prelievi da conto corrente personale. Riconoscendo quindi la legittimità della richiesta avanzata dall’associazione di Hannoun per ritirare il denaro congelato dopo il 7 ottobre 2023.

La vicenda nasce proprio da quel blocco. Dopo l’attacco in Israele e l’inasprimento dei controlli, i conti riconducibili a Hannoun vengono congelati. Le sue attività, infatti, erano già finite nelle blacklist dell’intelligence americana. Per ottenere la disponibilità dei fondi, l’associazione si era rivolta allora al giudice, che aveva emesso un decreto ingiuntivo. Da lì si era aperto il contenzioso con Poste, che aveva opposto un rifiuto fondato sul limite dei 5mila euro all’uso del contante e sulle sanzioni del Tesoro statunitense.

La linea difensiva dell’istituto, tuttavia, non ha retto. Il tribunale ha chiarito che quella soglia non riguarda i prelievi, ma solo i trasferimenti tra soggetti diversi.