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Ultimo aggiornamento: 10:19

È arrivato il fatidico marzo in cui si decidono le sorti del Paese. E non stiamo parlando del referendum, ma dello spareggio con cui la Nazionale di calcio si gioca l’accesso ai Mondiali di quest’estate, provando a evitare lo spauracchio della mancata qualificazione, come già accaduto nelle due precedenti edizioni.

Tuttavia, nonostante la crisi di quello più popolare, non si può di certo dire che lo sport italiano stia vivendo, nel complesso, un momento buio. Le trenta medaglie totali di Milano-Cortina, la recente bella figura nel baseball, la sempre più luminosa stella di Sinner e la nascita di un nuovo campioncino nel mondo delle corse, Kimi Antonelli, fotografano un periodo tutto sommato positivo per lo sport di casa nostra.

Eppure, stando ai dati dell’Osservatorio valore sport 2025, il nostro è il quarto Paese più sedentario dell’area Ocse, mentre la spesa pubblica per il settore, di 86 euro pro capite l’anno, equivale al 36 per cento in meno rispetto alla media europea. Insomma, fare sport è facile sì, ma ha un costo, spesso non coperto dagli enti pubblici, che potrebbe diventare proibitivo.