Il conto alla rovescia per l'arrivo dell'ora legale è iniziato. Scatterà tra sabato e domenica 28 e 29 marzo. E potrebbe essere l'ultima volta. E' partito alla Camera l'iter parlamentare per la possibile introdurla in modo permanente in Italia. La commissione Attività Produttive ha approvato l'avvio dell'indagine conoscitiva «sull'impatto dell'ora legale permanente sul territorio nazionale: effetti e ricadute sui settori», presentata lo scorso novembre su impulso di Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima), Consumerismo No profit e del deputato Andrea Barabotti (Lega). Al termine, fissato per la fine di giugno, potrebbe anche essere deciso l'avvio di una prima fase sperimentale.

La discussione trae origine dalla consultazione pubblica lanciata dalla Commissione Europea nel 2018, alla quale parteciparono 4,6 milioni di cittadini europei: l'84% si espresse a favore dell'abolizione del cambio d'ora. Nel 2019 il Parlamento Europeo approvò una proposta di direttiva per lasciare ai singoli Stati la libertà di scegliere tra ora legale o solare permanente; tuttavia il processo si è arenato a causa della pandemia e delle divergenze tra i Paesi membri, lasciando il tema sospeso. Nel documento che da il via all'indagine conoscitiva si sottolinea come tre ricerche presentate in sede europea concordino sul fatto che l'abolizione del cambio di orario e l'applicazione di unico sistema per l'intero anno comporterebbe un documentato risparmio energetico e un vantaggio per il mercato interno europeo e il trasporto.