FELTRE - Regna l'incertezza sul futuro della Hydro di Feltre: «In assenza di risposte concrete e di un cambio di passo immediato, decideremo con le lavoratrici e i lavoratori le forme e i tempi delle necessarie mobilitazioni». A una decina di giorni dal prossimo tavolo ministeriale sulla vertenza, il sindacalista della Fiom Stefano Bona riaccende i riflettori sulla vicenda. «Il 31 marzo torneremo a Roma -sottolinea- In quell'occasione non accetteremo ulteriori rinvii, né operazioni opache. Agli advisor incaricati dalla società chiederemo risposte precise e verificabili: il perimetro della cessione riguarda l'intero compendio industriale oppure si sta preparando uno spezzatino? Quali manifestazioni di interesse sono realmente arrivate e con quali contenuti industriali e occupazionali? Quali sono i tempi concreti dell'operazione? Alla multinazionale Hydro diciamo con chiarezza che non sarà consentito alcun disimpegno mascherato».

La preoccupazione di sindacati e lavoratori riguarda anche la ripresa del lavoro. Ricordiamo infatti che ha causa di un doppio incendio alla cabina elettrica lo stabilimento è chiuso. «Ad oggi restano gravissime le incertezze sul ripristino della piena operatività dello stabilimento -prosegue Bona- ogni ritardo (dalle ultime indiscrezioni si parla di luglio per la riapertura) alimenta il sospetto che si voglia accompagnare il sito verso un progressivo svuotamento. Sul piano sociale, respingiamo l'idea di utilizzare gli ammortizzatori come anticamera della chiusura: servono garanzie vere sul reddito e soprattutto un progetto industriale credibile. Senza prospettiva, la cassa integrazione è solo un rinvio dei licenziamenti».