Oltre 6mila presenze e numerosi eventi sold out.
Si è chiusa con un risultato oltre le aspettative la prima edizione di Demarcazioni - Festival della Geopolitica, che ha trasformato per tre giorni Ascoli Piceno in un vivace crocevia di idee, analisi e confronto sui grandi temi internazionali.
La manifestazione dimostra "quanto sia forte e diffuso l'interesse verso la comprensione dei mutamenti globali". Il Festival, promosso da Paesi Edizioni, ha centrato il suo obiettivo: portare la geopolitica fuori dagli ambienti accademici e renderla accessibile a un pubblico ampio e trasversale. La tre giorni ha registrato la partecipazione attiva e coinvolta di cittadini, studenti e appassionati provenienti da tutta Italia.
Oltre 40 eventi e più di 100 relatori hanno animato il programma tra dibattiti, presentazioni, mostre e incontri con gli autori. Tra i panel più seguiti, quelli dedicati alle nuove mappe del mondo, ai conflitti, al ruolo delle città nello scenario globale. Grande attenzione anche per i focus su temi come i rapporti tra Iran e Israele, la politica Usa e gli equilibri tra Ucraina e Medio Oriente. Da "Mappare il Mondo" con Laura Canali, Lucio Caracciolo e Mirko Mussetti, a "Città Geopolitiche" con Anna Zafesova, Marta Ottaviani, Yaryna Grusha e Lorenzo Trombetta; da "Iran - Israele: Negoziare la Pace" con Luigi Di Maio, Pegah Moshir Pour, Michael Tsur, a "Usa Today: Trump contro tutti" con Marina Catucci, Carlo Alberto Giusti, Greta Cristini, Andrew Spannaus, Liliana Faccioli Pintozzi; fino a "Dall'Ucraina all'Iran" con Alberto Negri, Angela Mariella, Monica Perosino, Cristiano Tinazzi. Spazio alla riflessione storica e culturale, con incontri come "Fascismo eterno", che ha riacceso il dibattito su momenti cruciali del '900, e ad approfondimenti sul rapporto tra uomo e natura, sulle identità mediterranee.







