Ombre lunghe si stagliano sul futuro della vicepresidente della Regione Piemonte Elena Chiorino. Lei continua a definirsi «tranquilla», ma dal Grattacielo arriva una risposta che lascia molti sottintesi: «Fino al referendum non si muove nulla». E se in maggioranza si intravedono le prime crepe («Venga a spiegarci l'accaduto», l'invito della Lega), le opposizioni sono pronte a far saltare il Consiglio regionale di martedì. Il caso Delmastro e la società Le 5 Forchette srl Sono passati quattro giorni da quando è scoppiato il caso Delmastro. A fine 2024 il sottosegretario alla Giustizia, con i suoi fedelissimi biellesi tra cui Chiorino e il consigliere regionale di FdI Davide Zappalà, hanno fondato “Le 5 Forchette srl” insieme a Miriam Caroccia, figlia neo-maggiorenne di quel Mauro Caroccia ai tempi ancora a processo per i legami con il clan Senese. Un anno e una manciata di mesi dopo, il ristoratore viene condannato in via definitiva per intestazione fittizia aggravata dall'aver agevolato un'associazione mafiosa. Tutti i Fratelli si liberano della propria partecipazione nella srl. Chiorino: “Sono tranquilla, attività iniziata nel 2025” Ogni giorno, però, si aggiunge un tassello: le fotografie di Delmastro nella bisteccheria di Caroccia con la capa di Gabinetto del suo ministero, il saldo delle quote preso in contanti. E poi quelle dichiarazioni patrimoniali obbligatorie per tutti gli eletti, in cui La Forchetta srl non appare mai. Né in quella del sottosegretario, né in quella del consigliere Zappalà o dell'assessore biellese Cristiano Franceschini. La vicepresidente della Regione fa sapere ai suoi di essere «tranquilla»: quell'azienda fondata a fine 2024 era entrata in attività l'anno dopo, poteva essere inserita nella dichiarazione di quest'anno. Ma meno tranquilli sono pezzi del suo partito e i suoi alleati.