Se l’abolizione dell’alternanza fra ora solare e ora legale in Europa è ancora oggetto di dibattito, nel 70 per cento del mondo per decisione politica o ragioni geografiche il problema non si pone perché le lancette non vengono spostate mai. Nelle regioni dell’Equatore la durata di notte e giorno è quasi costante tutto l’anno, dunque non c’è necessità di modificare l’orario per sfruttare maggiormente le ore di luce.
A vivere in condizioni di "ora legale naturale” sono Congo e Kenya in Africa, Indonesia, Thailandia, Singapore in Asia, Brasile settentrionale e Ecuador in Sud America. Tutti Paesi che godono di un’alternanza quasi perfetta di dodici ore di buio e luce, con albe e tramonti abbastanza costanti.
Tutti gli altri Paesi hanno dovuto scegliere se spostare le lancette e se adottare l’ora legale o quella solare. Ma non senza trucchi: c’è chi, giocando sul fuso, ha finito per assestarsi su un’ora legale permanente. Tecnicamente significa che l’orario è diverso da quello che la posizione del sole detterebbe e il momento di massima luce (il mezzogiorno) che arriva dopo le 12.00.
L’Islanda, ad esempio, pur essendo a latitudine elevata, ha deciso di adottare l’ora legale perenne rispetto alla sua posizione geografica occidentale, per massimizzare la luce solare. Spagna e Francia sono accomodate sul fuso di Berlino, sebbene per posizione siano in linea con Gran Bretagna e Portogallo. Risultato? Albe e tramonti tardivi, che nelle regioni settentrionali possono arrivare anche alle 23.












