Ha reinterpretato il concetto di uniforme, declinandolo in un capo moda. Era stata, 25 anni fa, una scommessa a tutti gli effetti. Eppure Enzo Fusco, designer-imprenditore, padovano d’adozione, un passato da consulente di stile per Kenzo, Versace, Armani, Yves Saint Laurent, aveva fiutato il potenziale. A ragione, considerata la crescita di Blauer nel mercato fashion. Tanto che oggi la sua Fgf, sede a Montegalda (Vicenza), proprietaria al 50% del marchio e licenziataria globale per la produzione (esternalizzata) e la commercializzazione dei capi moda, ha chiuso il 2025 a 80 milioni di euro, segnando una crescita del 10% rispetto all’anno precedente. Con un margine operativo lordo pari al 20% del fatturato e 140 dipendenti (dei quali 40 nei negozi). Risultato non scontato, considerata la stagione non proprio florida che vive il comparto.
Eppure Fusco, alla guida di Fgf con la famiglia, non si sente per nulla arrivato: «Direi che siamo a metà del percorso», afferma. In Europa, dove Blauer realizza il 35% dei ricavi, il marchio è presente in Germania, Austria, Spagna, Repubblica Ceca, Russia, Polonia, Svizzera, Benelux. Aperto nel 2025 il mercato balcanico, mentre quest’anno parte l’espansione in Francia e negli Paesi Scandinavi. «L’obiettivo – commenta è quello di invertire il proporzione, portando l’export al 60%». E soprattutto extra continente. Occhi puntati su Corea, Giappone, Cina e America. «Ma bisogna entrarci con partner forti – precisa – e se questo accade, in 3 o 4 anni è possibile affermarsi in quei mercati».






