TORINO. Sbatte contro il Muric, la Juve. Per bravura altrui – giocoforza, visto che il portiere del Sassuolo è stato più e più volte miracoloso – ma anche per demeriti propri. Il rigore sbagliato da Locatelli, infatti, non è che l’apice d’un iceberg di errori e incertezze (e sfortune) che rischiano di costare carissimo alla Juventus. Il pareggio per 1-1, in casa, contro il Sassuolo reduce da una vigilia da quarantena, decisamente non rispecchia ciò che Luciano Spalletti auspicava e aveva ipotizzato nella sua tabella per la Champions League.

Anzi, detto papale papale: proprio non ci voleva e complica parecchio i piani. Bisognava vincere e “chiappare” il quarto posto almeno per una notte, sperando poi in un (clamoroso) passo falso del Como contro il Pisa, invece ora si rischia l’allungo di Fabregas a +3 (che vale 4 in virtù degli scontri diretti) e persino il sorpasso da parte della Roma.

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Tutto questo, peraltro, al culmine di una partita dalla quale la Juventus esce stranamente frastornata in termini tattici, a causa di tutt’un minestrone finale nel quale Spalletti ha persino schierato Vlahovic e Milik in un inedito 4-2-4 che suona come una bocciatura definitiva a Openda e David, nonché come un sonoro punto di partenza dell’incontro programmatico in agenda in settimana tra il tecnico e Comolli.