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22 MARZO 2026

Ultimo aggiornamento: 16:25

“Maremma impestata, ditecelo voi come fare, sennò si va al manicomio”. Lo sfogo di Luciano Spalletti fotografa bene la situazione: alla Juventus il dischetto è diventato un rebus, un problema che numeri alla mano può perfino costare la qualificazione alla prossima Champions League. Contro il Sassuolo, partita terminata 1 a 1, è arrivato il terzo rigore consecutivo fallito in campionato: dopo Jonathan David contro il Lecce e Kenan Yildiz contro la Cremonese, è stato Manuel Locatelli a sbagliare dal dischetto. Un filotto che pesa: in totale sono già quattro i punti lasciati per strada dai bianconeri. Il Como, con la vittoria sul Pisa di oggi, occupa il quarto posto con tre punti di vantaggio.

Il dato è ancora più significativo se si guarda al contesto. In stagione la Juventus ha ottenuto sette calci di rigore, affidati però a ben quattro tiratori diversi: Vlahovic, Yildiz, Locatelli e David. Il bilancio dice quattro realizzazioni e tre errori, ma a preoccupare è soprattutto la gestione. Le gerarchie, almeno sulla carta, esistono: “È Locatelli”, ha ribadito il tecnico. Eppure in campo, troppo spesso, saltano. Dopo l’infortunio di Vlahovic, la responsabilità sarebbe dovuta passare stabilmente al capitano. Invece, in più occasioni, il pallone è finito tra i piedi di altri compagni, spesso alla ricerca di un gol per sbloccarsi. Una dinamica che ha aperto polemiche già contro il Lecce, quando fu lo stesso Locatelli a lasciare il tiro a David. Una scelta che provocò la reazione stizzita di Spalletti, che poi finì per attaccare quelli che “fanno video con il cellulare in mano”.