MAJANO - Una chiesa piena fino all'ultimo posto, con la gente ferma anche fuori, in un silenzio composto. È così che Majano ha salutato oggi il piccolo Francesco Tommasini, il bambino di soli 14 mesi scomparso nella notte tra lunedì 16 e martedì 17 marzo. Una tragedia arrivata dopo un precipitare degli eventi così rapido da lasciare sgomenti: tutto era partito da quelli che, fino a poche ore prima, sembravano i normali sintomi influenzali tipici della stagione.

Le esequie si sono tenute alle 15 nella chiesa parrocchiale, dove la comunità si è stretta in un grande abbraccio collettivo attorno ai genitori. Il padre, Ilario Tommasini, nei giorni scorsi aveva espresso il desiderio che venisse mantenuto il massimo riserbo sulla vicenda, chiedendo rispetto per il dolore della famiglia ed evitando che l’addio al piccolo diventasse un caso mediatico. Una richiesta che la comunità ha accolto non restando lontana, ma partecipando con estrema discrezione. A officiare la cerimonia è stato don Dariusz Gudajczyk, il parroco di origini polacche della comunità di Majano. Gudajczyk ha rivolto parole di speranza e vicinanza alla famiglia, in un momento vissuto con estrema partecipazione emotiva da parte di tutti. A rendere ancora più toccante il saluto è stato l’intervento di Gianni Cappelletti, noto poeta del territorio. Cappelletti ha voluto salutare Francesco con alcune parole in friulano, la lingua degli affetti più intimi e delle radici. La voce del poeta si è rotta per la commozione proprio mentre leggeva i suoi versi, in un momento che ha colpito tutti i presenti.